Influenza stagionale? Non farti trovare impreparato

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Ci risiamo anche quest’anno. L’influenza stagionale è arrivata lasciando a letto circa due milioni di italiani. Il picco si registra proprio in questi giorni. Vediamo allora con quali sintomi si manifesta e soprattutto i consigli per prevenirla.

I sintomi dell’influenza stagionale: come riconoscerli

L’influenza è una malattia provocata da virus che infettano le vie aeree, ossia il naso, la gola e i polmoni. Nei mesi invernali, soprattutto tra il mese di gennaio e febbraio si registra un picco considerevole dei casi. Per avere un’idea del fenomeno, basti sapere che solo nella seconda settimana di gennaio di quest’anno, il numero di casi stimati dall’Istituto superiore di sanità è stato di circa 374.000. 

Ma quali sono esattamente i sintomi dell’influenza stagionale? L’influenza si manifesta tipicamente con l’insorgenza improvvisa di febbre alta, tosse e dolori muscolari. Rientrano nei sintomi più comuni dell’influenza anche mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola, accompagnati – soprattutto nei bambini – da nausea, vomito e diarrea. 

I sintomi possono essere di varia intensità a seconda dello stato di salute della persona che contrae il virus e in base dell’aggressività dello stesso. Nei casi più gravi l’influenza può sfociare in polmonite e bronchite

Una nota del Ministero della Salute precisa che “la maggior parte delle persone guarisce in una settimana o dieci giorni, ma alcuni soggetti (quelli di 65 anni e oltre, bambini piccoli e adulti e bambini con patologie croniche), sono a maggior rischio di complicanze più gravi o peggioramento della loro condizione di base”.

Come prevenire il contagio dell’influenza stagionale?

La maggior parte dei disturbi agli occhi del cane può essere evitata con un’accurata e quotidiana pulizia oculare. L’occhio del cane, come del resto anche quello dell’uomo, è un organo molto delicato e per pulirlo bisogna adottare alcuni accorgimenti: 

Il virus dell’influenza ha una trasmissione molto veloce e si diffonde per via aerea attraverso la saliva che la persona influenzata produce con la tosse, con gli starnuti o semplicemente parlando. La trasmissione può avvenire anche per contatto diretto, quindi per mezzo delle mani o attraverso oggetti su cui il virus può rimanere per un lungo tempo. 

“Le persone infette – si legge nel Portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica –  sono contagiose da un giorno o due prima che i sintomi compaiono, fino a circa cinque giorni dopo l’inizio della sintomatologia, talvolta fino a 10 giorni dopo. Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane. I bambini e le persone con sistema immunitario indebolito, possono essere contagiosi per un tempo ancora più lungo”.

Cosa fare dunque per prevenire il contagio? La prima e più efficace forma di prevenzione contro l’influenza stagionale è senza dubbio la vaccinazione. Per le persone che rientrano nelle categorie a rischio di complicanze il sistema sanitario nazionale offre la vaccinazione antinfluenzale in modo gratuito

Oltre alla vaccinazione, per prevenire la sindrome influenzale, o quanto meno ridurre il rischio di contagio, è importante seguire comuni ma indispensabili norme preventive. 

Una delle regole più efficaci è lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo aver frequentato luoghi chiusi e affollati come autobus, metropolitane e palestre. Coprirsi la bocca o il naso se si tossisce o starnutisce e usare fazzoletti usa e getta.  Se si percepiscono i primi sintomi influenzali è meglio stare al riposo ed evitare i luoghi pubblici. E’ consigliabile inoltre tenersi ben idratati bevendo molta acqua. In caso di sintomi influenzali il ricorso agli antibiotici invece non solo è inutile (l’influenza non dipende direttamente da un’infezione batterica), ma anche controindicato perché abbassa le difese immunitarie. Sono invece consigliati i farmaci antivirali da prendere nelle 48 ore successive al manifestarsi dei primi sintomi, per ridurre la durata della malattia, o i farmaci antipiretici e antidolorifici per placare eventuali dolori e ridurre la febbre. Ad ogni modo è sempre opportuno consultare il proprio medico di base.

 
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