Freddo, quali sono gli effetti negativi sul nostro corpo

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FREDDO, QUALI SONO GLI EFFETTI NEGATIVI SUL NOSTRO CORPO

Si sa, per molte persone la stagione invernale rappresenta il periodo dell’anno più affascinante: in fondo cosa potremmo obiettare di fronte ad una piacevole chiacchierata tra amici accanto  al fuoco, ad una gradevole zuppa calda oppure alla visione di quel bellissimo cielo azzurro mai così puro e limpido come durante una giornata invernale. Nonostante ciò è bene, comunque, prestare la massima attenzione verso tutte quelle insidie che, anche una stagione così adorabile, può nascondere. In questo articolo scopriremo, infatti, perché il gelido freddo invernale può arrecare possibili disturbi alla nostra salute, quali sono le parti del nostro corpo più sensibili e alcuni pratici consigli da osservare scrupolosamente.

In questo articolo vedremo:

Come il freddo influenza il nostro organismo

La capacità di resistenza al freddo varia da individuo a individuo e, spesso, è il fattore genetico a fare la differenza. Un soggetto che abita in zone caratterizzate maggiormente da un clima rigido, ad esempio, può sviluppare un metabolismo cellulare particolarmente avanzato grazie ad alcune varianti del DNA dei mitocondri, ossia delle “centrali energetiche” della cellula, e, dunque, una maggiore resistenza al freddo. In linea generale, però, numerosi studi dimostrano come il nostro organismo faccia davvero fatica ad adattarsi alle temperature rigide, soprattutto quelle improvvise; in questi casi, infatti, l’adattamento al freddo comporta la necessità, per il corpo, di modificare il proprio meccanismo di termoregolazione (dovendo la temperatura corporea assestarsi intorno ai 37° gradi) causando un enorme dispendio di energie ed un conseguente abbassamento delle difese immunitarie.

Il nostro organismo regola, ad esempio, la propria temperatura corporea mediante lo scambio di calore con l’ambiente esterno attraverso il flusso di sangue. Con la  vasodilatazione si verifica un aumento del diametro dei vasi sanguigni e, dunque, un maggior afflusso di sangue in tutti i tessuti ed in particolar modo a livello cutaneo. Il sangue a livello cutaneo scambia calore cedendolo all’ambiente esterno. In ambienti freddi, invece, il meccanismo tipico è la vasocostrizione la quale genera una ridotta dispersione di calore dell’organismo; la riduzione del diametro dei vasi sanguigni, difatti, produce un ridotto afflusso di sangue in tutti i tessuti (specialmente a livello cutaneo) riducendo così la cessione di calore nell’ambiente esterno. Ecco per quale motivo capita di avere mani, orecchie, naso o piedi freddi se rimaniamo troppo tempo esposti alle basse temperature. Questa utile reazione in un individuo sano non desta alcuna preoccupazione, naturalmente. Tuttavia, in un individuo che presenta una situazione vascolare compromessa, il freddo può scatenare situazioni patologiche anche gravi. 

A chi non è mai capitato, magari durante una giornata particolarmente gelida, di avere i brividi da freddo? Anche questi rappresentano una risposta del nostro organismo all’abbassamento repentino della temperatura corporea. Sono contrazioni imprevedibili, ritmiche e irregolari,spesso associate alla comparsa del fenomeno della pelle d’oca, unite ad una sgradevole ed improvvisa sensazione di freddo intenso. Questi spasmi generano un immediato caloree danno una ‘scossa’ all’organismo per riportare la temperatura nei parametri normali. Sono un campanello d’allarme che il sistema nervoso lancia per avvisarci di alzare la temperatura corporea.

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Quali sono le parti del nostro corpo più vulnerabili?

Ecco quali sono le parti del nostro corpo maggiormente colpite dal freddo:

Naso e gola

Il naso e la gola sono sicuramente le zone più a rischio. L’azione del freddo può provocare un abbassamento delle nostre difese immunitarie, soprattutto alle vie respiratorie, esponendo più facilmente l’organismo alle malattie del sistema respiratorio. La vie aeree sono rivestite da una particolare sostanza prodotta dalle ghiandole secretorie, ovvero il muco nasale, il quale, sebbene a molti possa risultare vagamente disgustoso, è un formidabile meccanismo di difesa; il muco intrappola le particelle sporche che entrano nel nostro corpo, le quali vengono poi spinte dalle ciglia verso la parte anteriore del naso o verso la gola per essere poi successivamente rimosse dalle vie aeree.

Con il freddo soprattutto l’azione delle ciglia respiratorie viene bloccata. A contribuire all’infiammazione delle vie respiratorie superiori, oltre alle basse temperature, vi è anche la presenza di alcuni virus tra cui il rhinovirus, un particolare genere di virus, responsabile ad esempio del raffreddore, che si diffonde attraverso l’aria e che si moltiplica nelle mucose nasali. Ecco perché è bene cambiare spesso l’aria delle stanze in cui si vive e lavora: l’aria fredda che entra da fuori infatti farà meno danni di quella viziata che si trova all’interno. 

Pelle e labbra

Siamo abituati a pensare che la pelle vada difesa principalmente dal sole. Vero in parte poiché anche il freddo rappresenta una vera e propria insidia. L’inverno, con le sue rigide temperature ed i continui sbalzi termici, infatti, mette a dura prova l’epidermide causando disidratazione, secchezza e in generale un’alterazione della barriera cutanea. 

Anche le labbra sono spesso vulnerabili quando arriva il freddo. Per prevenire la screpolatura delle labbra è consigliato usare stick, creme, rossetti che contengono anche prodotti emollienti per renderle più morbide. E’ utile anche apportare all’organismo la giusta dose di minerali e vitamine (soprattutto ferro, riboflavina, niacina e vitamina E).

Cuore

Secondo il parere di esperti cardiologi le basse temperature possono avere effetti particolarmente sfavorevoli su tutti quei soggetti affetti da malattie cardiovascolari; il freddo, come già abbiamo avuto modo di affermare, provoca un restringimento delle arterie (è il fenomeno della vasocostrizione). Questo fenomeno può interessare in particolare le coronarie, cioè le arterie che portano sangue al cuore: il diametro dei vasi sanguigni tende a restringersi e di conseguenza si riduce il trasporto di sangue ai tessuti.

Se ciò si verifica in una persona in cui la malattia coronarica è già in qualche misura presente, la vasocostrizione può essere più spiccata rispetto ad una persona sana, e da qui il rischio di andare incontro ad un evento cardiaco. 

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Alcuni consigli pratici

All’aperto è fondamentale coprirsi bene e completamente. Strumenti di protezione come cappelli e cuffie pongono adeguatamente al riparo la testa, mentre l’utilizzo della sciarpa a copertura delle vie respiratorie può essere di aiuto per evitare l’inalazione di agenti patogeni, e la loro diffusione.

Evitare gli sbalzi repentini di temperatura (da un ambiente più caldo ad uno più freddo e viceversa) e riscaldare accuratamente gli ambienti interni (la temperatura interna ideale si aggira sui 18- 22°C).  

E’ corretto assumere con la giusta frequenza cibi caldi e liquidi in quanto alzano la produzione di calore interno del corpo aiutando maggiormente l’organismo e, nonostante il freddo diminuisca negli individui il senso di sete, è fondamentale bere per disidratarsi. La corretta idratazione è molto importante per mantenere efficienti le mucose delle vie respiratorie e per eliminare le tossine che influiscono sul nostro corpo. 

Infine. E’ assolutamente falso che l’alcol aumenta la temperatura corporea. La sensazione di calore è soltanto illusoria. L’alcol è un vasodilatatore. Ciò significa che, se da un lato aumenta la dilatazione dei vasi sanguigni periferici, dall’altra si verifica infatti una maggiore dispersione di calore nell’ambiente esterno, con conseguente raffreddamento della temperatura corporea. Considerati inoltre gli innumerevoli effetti deleteri che l’etanolo può determinare sulla nostra salute, non lasciamoci fuorviare dalla illusoria percezione di calore per abusarne.

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